Ironia della sorte ovvero Sorte dell’ironia

“ Un importantissimo conduttore televisivo (un mestiere) doveva ideare una nuova trasmissione comica. Essendo momentaneamente sprovvisto di ironia, si recò al mercato per comperarne un po’.
Il denaro non gli mancava di certo dal momento che, in precedenza, aveva realizzato molte trasmissioni di successo e, quindi, avrebbe potuto comperare una grande quantità di ciò che gli mancava.
Ma, essendo privo di ironia ormai da parecchio tempo, non si ricordava più bene come fosse fatta e, quando arrivò al mercato, non seppe riconoscerla in mezzo a tutti gli altri generi. Per non tornare a casa a mani vuote spese il denaro che aveva in tutto ciò che, in qualche modo, sembrava ricordargli “quella cosa”.

Così comperò: un bel po’ di cinismo, sarcasmo in abbondanza, parodie ed imitazioni di ogni genere, diversi giochetti di parole, parecchio umorismo a buon mercato (un affare) , uno stock di battute gratuite (un grande affare) e, già che c’era, prese anche due scatolette di tonno che, si sa, in casa fanno sempre comodo.
Naturalmente, non capì mai che l’ironia era nel tonno.”

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